
La chiesa detta di Santa Marta (originariamente dedicata ai SS. Nazaro e Celso), collocata lungo la Statale Regina, è raggiungibile da una gradinata affiancata dalle 14 cappelle della Via Crucis realizzate nel 1752 e da poco restaurate. Internamente vi sono numerose opere d’arte, per lo più affreschi del XV secolo. Sull’altare maggiore c’è la pala della Madonna col bambino fra i Santi e sulla parete di destra una strana “ultima cena” con soli 11 apostoli (manca Giuda) Il nucleo più antico della chiesa, risale probabilmente all’XI secolo, fu oggetto di almeno due importanti ampliamenti: il primo tra il XIII e il XIV secolo (aggiunta di due navate laterali, arretramento della zona absidale ed edificazione della sacrestia) e il secondo nel XVI secolo, nel quale fu aggiunta, in posizione opposta alla sacrestia, la sala della Confraternita. E’ su questa porzione di chiesa che si sono concentrati gli ultimi più recenti lavori di restauro, avviati alla fine del 2004 per iniziativa della Parrocchia. Un primo importante documento che testimonia dell’esistenza della sala della confraternita risale al 1593. Annota infatti il vescovo di Como Feliciano Ninguarda (vescovo a Como dal 1589 al 1593) nella sua relazione della sua visita pastorale a Carate il 13 dicembre 1593: “Vicino et dietro di detto altare (l’altare di S. Marta n.d.r.), vi è un luogo dove si congregano i scolari di S.Marta et le domeniche et altre feste principali si convengono in detto luogo a recitare i divini uffici et altre orationi conforme all’istitutione di detta Scola.... Fanno celebrare in questa chiesa detti scolari, la festa della Santa et altri uffici secondo l’occorrenza. Non ha soffitta né involto, ma solo il tetto nudo. Ha due porte nelle navi laterali, una in fronte et l’altra da una parte, con uno bello cemeterio a torno, cinto di muro, con porta senza ante, ma con crate (…) Sappiamo inoltre che nel 1661 un certo Antonio Gandola finanza la costruzione della volta della sala della Confraternita. Qualche anno più tardi, nel 1708, qualcuno si occupò di decorare, con la scena dell’Apoteosi di S.Marta, il colmo della volta e inoltre di rifinirla con sobrie ed eleganti incorniciature in stucco. Non si conoscono i nomi di coloro che si occuparono né della parte pittorica né tanto meno delle decorazioni plastiche.. Sopra la scena principale, raffigurante l’interno di una stanza in cui appare Gesù inginocchiato ai piedi di Pietro nell’atto servile di lavargli piedi, contornato dagli Apostoli che osservano e commentano al scena, episodio evangelico tratto dal vangelo di Giovanni (Gv. 13,1-15), c’è una fascia più tarda, precedente comunque al dipinto della volta, suddivisa in quattro riquadri narrativo/decorativi in cui si riconosce, ambientata in uno scenario campestre, la figura di S.Marta. La narrazione risulta incompleta, avrebbe forse potuto continuare sulla parete nord, ma attualmente la presenza di un intonaco molto spesso e assolutamente planare non consente di affermarlo con certezza. Sono stati fatti una serie di sondaggi stratigrafici sulla parete senza però alcun esito se non quello di recuperare un’apertura sulla parete nord che poteva costituire un vano per un armadio a muro simile ad altri presenti nella sala ma in seguito tamponato. L’affresco della lavanda dei piedi risulta essere stato realizzato su di una muratura di pietra molto accidentata sulla quale è stato steso uno strato di intonaco di calce e sabbia. Gli esecutori non si sono preoccupati di regolarizzare la superficie del muro e infatti questa asseconda le asperità del supporto in pietra assumendo un andamento che senza esagerazione può essere definito: “collinare”. Tra le note degne di rilievo vi sta la scoperta di un legame artistico interessante: il tracciato decorativo che segna il motivo che delimita la cornice della Lavanda dei piedi è esattamente identico e sovrapponibile a quello dell’affresco della Vergine col Bambino conservato nella chiesa di S.Giovanni a Torno. Le aureole poi dei protagonisti sono state realizzate con oro vero applicato a missione.
Indirizzo: Via Regina Nuova
Ultima modifica: 04/03/11